Contraccezione e metodi naturali: quando è possibile praticarli

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12 novembre 2018
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Contraccezione e metodi naturali: quando è possibile praticarli

Quanto sono efficaci?

L’Ogino-Knaus, il Billings o il ciclotermico. Le tecniche utilizzabili per evitare il concepimento. Ma sono meno sicure della contraccezione ormonale o del preservativo. Perché abbiano efficacia serve un rapporto di coppia solido e un ciclo mestruale regolare.

Avvalersi di metodi contraccettivi appropriati è sinonimo di intelligenza e maturità. Ma oltre al “rischio” gravidanza si deve tenere in considerazione la possibilità di contrarre malattie sessualmente trasmissibili.

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Si può conciliare il desiderio di intimità sessuale con la necessità di una procreazione responsabile? La risposta è sì, purché si personalizzi la contraccezione, a seconda dell’età e delle necessità. Non esiste naturalmente una contraccezione perfetta per tutte le donne (o meglio, per tutte le coppie) ma il nostro ginecologo e la sua competenza dovrebbero aiutarci a scegliere il metodo migliore per la fase della vita che stiamo vivendo.

Quali sono i metodi contraccettivi disponibili oggi?

Naturalmente esistono i contraccettivi barriera, come ad esempio il preservativo, il cappuccio cervicale, il diaframma e le spugnette cervicali (anche se in Italia non sono in realtà molto utilizzate); poi ci sono i metodi contraccettivi ormonali come la conosciutissima pillola estro-progestinica, la minipillola (composta esclusivamente da progestinici), i cerotti, gli anelli vaginali, la spirale e i bastoncini ormonali impiantabili.

Ma non sono finiti i sistemi contraccettivi perché oltre ai chimici (come gli spermicidi reperibili sotto forma di ovuli, spray o gel) si trovano anche i “contraccettivi” d’emergenza: famosa la pillola del giorno dopo. E poi naturalmente i metodi naturali.

Un articolo del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica San Raffaele Resnati di Milano, spiega scientificamente i cosiddetti “rimedi naturali”:

Non solo ormoni quindi. Ci sono metodi anticoncezionali che sfruttano segni e tempi della funzione sessuale femminile. Ma bisogna saperli usare.

Quali sono i metodi naturali?

I più noti sono questi: il calendario, o metodo Ogino-Knaus, che si basa sul conto dei giorni presumibilmente fecondi (dal 10° al 18°, se la donna ha cicli regolari, tra i 27 e i 32 giorni), ormai abbandonato perché, come vedremo, troppo inaffidabile; il metodo Billings, che dipende dalla capacità della donna di riconoscere l’ovulazione, in base alle caratteristiche del muco cervicale (“filante”, a chiara d’uovo), che viene prodotto nel momento di massima fertilità, a metà ciclo; il metodo ciclotermico, che prevede di avere rapporti solo 3-4 giorni dopo l’innalzamento della temperatura basale, successivo all’ovulazione. In pratica questi metodi prevedono un’astinenza di 8-10 giorni per ogni ciclo mestruale.

Che cosa ottimizza i metodi naturali e che cosa li rende vulnerabili all’errore?

L’errore sarà minimo nelle donne scrupolosissime, che conoscono e utilizzano perfettamente quel metodo naturale, con un partner che rispetta in modo rigoroso l’astinenza nei giorni “no”; che hanno un ciclo regolare (con un’ovulazione affidabile come data di comparsa); e che non hanno fattori di stress o altro che possano far variare marcatamente il ritmo dell’ovulazione. Di converso, facilitano il fallimento del metodo, con il rischio di una gravidanza ogni quattro donne che lo utilizzano, questi fattori: un’applicazione poco attenta o disordinata; l’incapacità, più alta nei giovani, di rispettare l’astinenza blindata nei giorni fertili; un ciclo irregolare; stress o fattori ambientali che incidano sulla regolarità del ciclo e quindi dell’ovulazione. Fra questi, il lavoro a turni che, alterando i bioritmi del sonno e della temperatura corporea, rende poco affidabile la registrazione della temperatura basale.

E’ vero che il metodo naturale non ha rischi né effetti collaterali?

Non del tutto. L’elevato rischio di fallimento dei metodi naturali, con il risultato di un concepimento indesiderato, è un problema sostanziale, etico ma anche fisico e psicoemotivo. Oltre al fatto che non è affatto “naturale” evitare i rapporti intimi proprio quando la donna, dal punto di vista biologico, ha la massima probabilità di avere un ottimo desiderio fisico e un maggior piacere (che infatti sono massimi durante l’ovulazione, grazie al picco di testosterone). Infine, essendo rapporti liberi, rendono possibile la trasmissione di malattie sessuali, a meno che i due partner non siano arrivati entrambi vergini al matrimonio e siano reciprocamente fedeli, condizioni oggi rare.
I fattori più importanti che poi regolano la soddisfazione, l’efficacia e la continuità d’uso dei metodi naturali sono comunque il significato che la donna e la coppia dà al metodo da utilizzare, ai limiti o rischi che comporta, e la motivazione, anche religiosa, a rispettarne le regole per utilizzarlo al meglio.

L’articolo si conclude con delle indicazioni per saperne di più: potete visitare il sito “Scegli tu”, della Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO).

Le moderne tecnologie:

Esistono oggi diversi anticoncezionali tecnologici, che possono essere un valido supporto nel caso in cui sia possibile scegliere di adottare un metodo naturale.

Il test di ovulazione è un metodo contraccettivo che agisce in armonia con il corpo, senza effetti collaterali e facile da utilizzare. Infatti, identifica i giorni del ciclo mestruale in cui vi sono maggiori probabilità di rimanere incinta, monitorando i cambiamenti dei livelli ormonali nell’urina. I test tecnologici più moderni risultano essere molteplici, partendo dall’ovulazione, fertilità, fino ad arrivare a quelli di gravidanza con indicatore di concepimento.

  

Prevenire e curare – Chi può usare con piena soddisfazione un metodo naturale e chi no?

SI per la coppia sposata o convivente:

  •  – motivata ad apprendere bene e a rispettare le regole dei metodi naturali;
  •  – disposta ad accettare comunque un concepimento indesiderato e ad accogliere il bambino con amore;
  •  – che consideri l’astinenza periodica non come un limite ma come uno stimolo a vivere il desiderio con più intensità nei giorni “sì”, e a     vivere con maggiore affettuosità non sessuale i giorni “no”.

NO per la donna single, o la coppia non ancora progettuale:

  •  – che sta vivendo la fase “ardente” dell’innamoramento e della passione;
  •  – che non può avere un figlio in quella fase della vita personale e/o di coppia;
  •  – che in caso di concepimento deciderebbe per l’interruzione volontaria di gravidanza, scelta eticamente molto più grave di quanto sia     usare sempre un profilattico o un contraccettivo ormonale;
  •  – che viva come un limite l’obbligo all’astinenza periodica.